A differenza di altri sport, in cui può risultare importante anche l'attrezzatura per un adeguato rendimento, in questo sport l'unica attenzione che è necessario avere è nella scelta delle scarpe,
non tanto per "facilitare" la rapidità di esecuzione dei movimenti, ma più che altro per allontanare il rischio di incappare in distorsioni (slogature) delle caviglie, e proteggere, a volte con l'ausilio di plantari
su misura, il tendine d'Achille dai ripetuti colpi che si ricevono in fase di atterraggio durante un match. Morbidezza ed elasticità sono quindi le caratteristiche principali che le calzature per la pallavolo devono avere.
Inoltre, pur non essendo uno sport di contatto è comunque uno sport in cui le occasioni di impatto col terreno sono numerose ed aumentano in ragione della durata dell'incontro. Occorre quindi premunirsi anche con opportuni accorgimenti,
allo scopo di proteggere le zone a maggior rischio, vale a dire le ginocchia (con apposite ginocchiere elastiche) e le dite delle mani (mediante "taping" ossia bendaggi eseguiti con cerotti appositi). Tutto questo va fatto con lo scopo di diminuire il più possibile
le probabilità di infortunio. Nella pallavolo i rischi maggiori sono strettamente dipendenti dai gesti atletici tipici di questo sport: distorsioni e contusioni alle caviglie o alle ginocchia in seguito ai balzi e ai tuffi,
traumi alle articolazioni delle mani e dei gomiti, lesioni muscolari acute, a carico non solo degli arti inferiori ma anche della muscolatura del dorso o delle spalle. A questo si possono ovviamente aggiungere anche i fenomeni da sovraccarico funzionale
che interessano a volte gli arti superiori: infiammazioni a carico delle inserzioni dei muscoli a livello della spalla o del gomito.
| Cosa fare in caso di infortunio |
Subito occorre fare poco ma farlo bene:
- riposo, limitando il più possibile i movimenti
- applicazione di ghiaccio
- leggere elevazione dell'arto
- bendaggio, per limitare la comparsa di tumefazione
Nelle prime ore che seguono il trauma è necessario limitare le conseguenze dell'infortunio, mediante:
- applicazione di ghiaccio o spray refrigerante
- elevazione della parte infortunata
- protezione e compressione mediante bendaggio
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Mentre tuttavia questi ultimi sono per un certo verso "prevedibili" e si manifestano come tipiche lesioni da "usura", non altrettanto prevedibili sono ovviamente gli infortuni di tipo traumatico vero e proprio. Le ginocchiere, ad esempio,
attutiscono l'impatto con il terreno, ma non possono certo evitarlo; inoltre, durante un incontro, può accadere che in pochi minuti l'atleta subisca dei "colpi" alla medesima articolazione, e questo può mettere a dura prova alcune strutture quali i menischi,
che sono composti da cartilagine e quindi più fragili rispetto alle ossa. Fortunatamente, in genere sono più numerosi gli eventi contusivi "premeditati", ossia calcolati dall'atleta che si tuffa sapendo già come cadere. Gli eventi più seri sono invece più rari e sono legati a fenomeni di tipo distorsivo dovuti,a volte,a ricadute mal effettuate da un'elevazione sotto rete.
Le botte, le contusioni, i colpi accidentali,le distorsioni o slogature, gli stiramenti muscolari, fanno parte di quella che viene definita come "piccola traumatologia" semplicemente perché l'entità del danno è lieve, ed il soggetto, al di là del dolore avvertito immediatamente, tutto sommato riesce ancor a muoversi senza grosse difficoltà.
Questa sensazione di autonomia non deve tuttavia spingere a sottovalutare l'infortunio subito. Anche in occasione di questi piccoli traumi, infatti, i tessuti colpiti reagiscono come d'abitudine con una reazione di tipo infiammatorio, che comporta quindi la comparsa di edema e di tumefazione, anche se limitati. Se la parte colpita inoltre è ben vascolarizzata, come avviene
nei muscoli in attività, è molto probabile che i vasi risultino danneggiati e lascino fuoriuscire, all'interno del muscolo stesso, una certa quantità di sangue (ematoma). I giocatori di pallavolo sanno bene come comportarsi in questi casi, e hanno sempre preparati di ghiaccio sintetico o spray refrigeranti, perché le applicazioni di freddo sono il primo passo da compiere.
Alcune ore di riposo consentono di quantificare meglio la lesione subita. Una semplice contusione si risolve abbastanza rapidamente con l'ausilio di semplici terapie locali, ossia con l'applicazione sulla parte colpita
di sostanze che svolgano un'azione:
- antiedemigena, antinfiammatoria
- favorente il riassorbimento dell'ematoma e con l'eventuale applicazione di un bendaggio elastico protettivo, se la zona colpita lo consente e lo richiede (ad esempio, la caviglia).
Infatti è importante che il riassorbimento del sangue fuoriuscito nei tessuti avvenga in tempi brevi, perché il suo ristagno può comportare la comparsa di calcificazione, ossia il deposito di sali di calcio, di cui il sangue è ricco, che rendono più duri e meno elastici i tessuti (in particolare i muscoli) colpiti. Se viceversa i sintomi non accennano a diminuire e persiste dolore vivo, è necessario rivolgersi
al medico che approfondirà con un esame clinico accurato, ed eventuali indagini strumentali, le cause di tutto ciò. E' importante quindi non sottovalutare mai i propri "malanni" perché trascurarli può peggiorare la situazione ed allungare poi i tempi di recupero.
Infine, anche se la Pallavolo è uno sport "indoor", ossia giocato al coperto, a volte, alle contusioni si possono associare anche graffi o lievi ferite (escorazioni). In questi casi il trattamento locale con eparinoidi o antinfiammatori dovrà essere eseguito avendo cura di non far arrivare la pomata, il gel o lo spray sulla ferita.
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